Caselle vocali

Oggi non me ne va dritta una e quando i teschi e gli avvoltoi mi girano intorno la testa, la mia mente reagisce e mi fa riaffiorare dei momenti topici della mia vita come dei flash.
E così mi è tornato in mente quando ero una ruggente dipendente di una nota compagnia aerea.
14anni fa,non coniugata, senza prole (leggi: capelli bene in piega, vestiti non messi a caso, neuroni più funzionanti di ora).
Lascio un messaggio alla casella vocale della mia collega per organizzarci per pranzo.
Schiaccio il pulsante per inviare.
Mi alzo, metto il cappotto, prendo la borsa, alzo la testa e… Ecco.
Vedo luci verdi dei telefoni dei miei colleghi che lampeggiano come lucine del presepe.
Tutti in sincronia e contemporaneamente.
Mi avvio verso la porta, presagendo la catastrofe ma no.. Non può essere.
Ebbene si’.
Ho inviato quel messaggio contemporaneamente a TUTTI i telefoni dell’ufficio.(Ricordo edificio di 6 piani)
E non per errore, ma proprio per ironia della sorte, perché io non sapevo neanche come si inviasse il mes a tutti.
E non lo sapeva manco il mega-capo-super-presidente.. Perché quando sono tornata su dal pranzo, mi ha incontrata e mi ha detto che ignorava quella funzione, ma ora l’aveva ben chiara.
Senza ironia di sorta.
Che messaggio era?

“Ciao!Ho fatto una pipì STORICA , ma ora sono pronta. Se vuoi ci vediamo al bar, mi mangerei un porceddu allo spiedo…”

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