10 dico 10

10 anni fa io avevo i capelli phonatissimi e profumati ad ogni ora.
10 anni fa il GentilConsorte aveva i capelli.
Ci siamo incontrati in quel di Djerba, in un villaggio turistico tra palme, cammelli e tanto sole.
Il GentilConsorte lavorava (in amministrazione) in infradito e occhiali da sole.
365 giorni l’anno.
Era fisicato, faceva sport per più di 10 minuti senza avvertire mal di schiena.
Giocava a calcio e aveva anche il gruppetto di grupies urlanti al suo passaggio.
Parlava prevalentemente francese, era in mezzo ai francesi, aveva modi francesi e aveva anche la R moscia.
Mangiava pizza tonno e cipolle come se fosse acqua.
Aveva tanti amici..che poi a fine serata se li perdeva un po’ tra chi spariva con la turista di turno e chi si abbracciava la bottiglia.
Io viaggiavo.
Se ho la sciatica sarà per i valigioni che mi sono portata e che ho minuziosamente riempito.
Cose tipiche dell’età: shopping compulsivo e gli urletti acuti (quando mi emozionavo).
Ovviamente “Semper fidelis” alla mia amica-sorella-compagna di viaggio e/o casini; riassumerei “Due cuori, una piastra per capelli”.
Mi ero appena lasciata ( nel senso che mi ero lasciata con me stessa.. perchè con tutti i tradimenti che il tipo dell’epoca mi aveva fatto subire…a conti fatti probabilmente non era mai stato con me!) e comunque avevo spasimanti .. ma no.. volevo solo le mie amiche e ridere a crepapelle con la pancia …e pure con gli occhi.

Dicevo…Ci siamo visti per la prima volta al bar.
Lui mi fissava immobile (si narra: addirittura senza battere le palpebre) e ovviamente io non me ne ero accorta.
Una sera Lui decide di non vedere non so quale partita, quindi di non rimanere in camera e di andare al bar con amici.
E mai cosa fu più fatale.
Ci hanno presentato.
“Salut!.. bla, bla, bla…”
Siamo capitati nello stesso tavolo a cena:10 francesi ‘mbriachi e due romane.
Che tra noi parlavamo in italiano.. E tanto chi ci avrebbe mai capito?
E tra noi, ad alta voce, magari guardandoli negli occhi e sorridendo, così da non far capire il discorso dal linguaggio del corpo, dicevamo ridacchiando” Ma la signora? No dico .. Prenditelo un altro bicchiere di vino??”.
“E quella? Ma che s’è messa? Mica un mollettone con un fiore… Ha un albero di ortensie in testa!”
“Senti… Maaaa carino quello che si chiama Ghazi (che poi diverrà GentilConsorte).. ”
E ridevamo e parlottavamo di questo Ghazi in sua presenza, dicendo che aveva un trapezio che acchiappava… “Certo due capelli in più gli stavano meglio.. Ehi però che sorriso dolce”
Tale Ghazi era accanto a me.
Mi guardava strabuzzando gli occhi.. Ma magari era presbite che ne so.
Avevo sete (per il troppo ciarlare da sciura!).
Chiedo alla mia amica se mi versava gentilmente dell’acqua.
Il fantomatico-Ghazi-futuro GentilConsortemaioancoranonlosapevo-chepermeparlavasolofranceseenientaltrochefrancese, prende la bottiglia e in un italiano perfetto, quasi con una cadenza dialettale che ti fa capire che la lingua la conosce proprio bene, mi risponde “te la verso io l’acqua!”
Tana per me.
Volevo alzarmi da tavola con le mani alzate, sventolare la bandiera bianca, piangere e arrendermi… Ma invece no!
Gli ho detto “ah ma parli italiano?”
E lui con lo sguardo da marpione di chi gli ha servito tutto su un piatto (manco di argento) di platino mi dice “e lo capisco pure”.
Non so per quale motivo non ho sgraffignato l’ottavo vinello alla signora francese accanto a me per avere un’ubriacatura istantanea , il giusto per farmi dimenticare dov’ero e con chi.
Con la scusa di una voglia impellente di anatra ci siamo alzate per andare al buffet e sparire.
Non per sempre perché poi siamo riusciti tutti insieme col gruppo e di amici e ci siamo ritrovati.
Destinazione caffetteria, poi da vero mollicons mi ha portato a vedere le stelle in spiaggia, poi eravamo all’aereoporto per salutarci, poi di nuovo all’aeroporto per rincontrarci.
E il resto è storia.
Se ci ripenso siamo stati fortunati: il destino ha voluto farci stare insieme senza troppe forzature burocratiche, avendo lui vinto un master prima a Palermo e poi uno stage proprio accanto a casa mia a Roma.
I discorsi sulle nostre culture diverse.. Che poi si sono rivelate identiche nel concetto di valori assoluti.
Poi il matrimonio, la casetta tirata sù, i bimbi, gli abbracci ed esserci l’uno per l’altro.
Senza ombra di dubbio so che il GentilConsorte è la mia metà della mela.
Certo io sono una mela rossa e Lui una gialla…però ci incastriamo a perfezione.
Lo amo tanto.
È impossibile vivere senza di Lui.
Da djerba con furore, passando per Tunisi, Roma, Palermo e Milano.
A quest’ora io ero in piscina e tu a lavorare..
ora io impasto il pane e tu sempre a lavorare (!!)..
Ma la cosa più importante è che nella scuola qui davanti ora c’è il nostro Andrea.
E allora tanti auguri Mr Right.

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4 risposte a 10 dico 10

  1. bioro76 ha detto:

    MERAVIGLIOSI. E non aggiungo altro.

    • baslafritta ha detto:

      Stile amarcord!!
      Te lo immagini il sor Douagi con i capelli stile toupet e frangettone e io sfarfalleggiante con i cerchi alle orecchie??
      Altro che Grease signori..
      Questa è storia di vita vissuta!
      Ahahahaha!

  2. cristina ha detto:

    voglio le prove fotografiche!!!

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