Le due facce della medaglia

E poi c’è la vita di tutti i giorni..
Iniziare a lavorare quando la connessione ha deciso di cadere, stendere e accorgersi che uno dei due calzini è stato risucchiato dalla lavatrice, osservare lo splendido vaso che si scatafascia grazie a una mirabolante codata del gatto (un caterpillar.. Altro che felino!).
Ritornare dalla spesa e vedere in lontananza il postino che ti citofona, tu che passi in modalità Schumacher, ma lui è ormai all’orizzonte, mentre la raccomandata che esce dalla tua cassetta la vedi benissimo.
Come vedi benissimo le 56 ore che dovrai passare in posta per ritirarla, quando sarebbero bastati quei 5 secondi prima.
Insomma cose così .. Vita vissuta.
Il mio quotidiano, oltre che essere tremendamente paragonabile alla vita di Mister Bean, è fatto soprattutto dei bisogni di un cinquenne che mi cresce come i funghi sotto la quercia.
Ma vedeste.
Gli compro delle scarpe, il mese dopo mi sta come un pappagallo sul trespolo:le ditina rattrappite, che’ gli si è allungato il piedone.
Guardava barbapapa’ fino a due mesi fa e ora “È da piccoli.. Meglio le tartarughe ninja………(pausa)….. Ma lasciamo barbapapa’ che questa puntata TU non l’hai vista..”
Aaah … Ok.
Mi rendo conto del suo crescere anche dal linguaggio.
Nel bene e bel male.
Una settimana fa.
Io, consorte e nano in macchina.
Quieti e pacifici, finestrini aperti.
Una macchina ci sorpassa a sinistra.
Il Consorte sbuffa e ricorda a tutti che la sua idea di emigrare in un paese piu’ civile è sempre valida.
Io provo a lanciare fiamme dagli occhi al pirata della strada, ma i super poteri non mi assistono.
Andrea seraficamente esclama ” Li morte’!”
“Iiiiiiiiih! Ma Andrea! Ma che dici? È una bruttissima parola! Non si deve dire!”
E poi “Da chi l’hai sentita?”incolpando la società intera che non sa proteggere i bambini da queste parole…..
E lui ” Ma da papa’… Che c’è di male? Lui la ripete sempre in macchina? La dice sempre alle macchine che passano e anzi fa anche così con la mano mamma… Vuoi vedere?”
Ma anche no.
“Ah si Andrea? Non ti voglio piu’ sentire dire queste pa..r..o.. Buauhauahaiahaiaha!! Ahahah ahah!….”
E l’autorità genitoriale se n’è andata a farsi friggere..
Due giorni dopo:
“Mamma, non riesco a sconfiggere il mostro al videogioco!”
“Eccomi!”Arrivo e gli svolazzo accanto.
“Aspetta.. Pero’.. Complicato.. Aaaah mi hanno ucciso. Riprovo. Pum pum .. E no niente … Che puzzoni…aaaaahhh! Mi stanno riuccidendo!”
E Andrea serenamente scocciato “Mamma .. Che cazzo pero’.. Se me lo dicevi ci provavo io.”
“Andreaaaaa!!!”
Pero’ è anche quello che oggi mi ha detto che a carnevale vuole INDOSSARE il costume da skylander, che glielo devo CONFEZIONARE io e che deve avere proprio le SEMBIANZE di uno skylander… Che lo devo PROGETTARE per bene.
Ecco.
Prende il meglio e il peggio di ciò che c’è e sta a noi guidarlo.
Pero’ fa sempre effetto..
Era piccolo e nano e ora dice le parolacce al momento opportuno e con la giusta enfasi…
Ps. Vorrei sottolineare che il nano non usa dire parolacce ed è stato redarguito (tra lo stupore e 4 risate sommesse)
Genitori sgarrupati sì,
non degeneri peró…

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2 risposte a Le due facce della medaglia

  1. Bioro76 ha detto:

    L’ho detto e lo ribadisco. Tuo figlio è MMMITICO. 😀 Vogliamo parlare dell’operazione di lavaggio stoviglie in giardino??? ;D

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